La Romagna


La Romagna è una regione prima di tutto territoriale/geografica, con dei confini che vanno oltre la suddivisione politica del territorio dell’Emilia Romagna.
I suoi confini geografici sono segnati a nord dal fiume Reno, a ovest dal fiume Sillaro, a sud-ovest dall’Appennino tosco-romagnolo fino al Monte Maggiore nell’Alpe della Luna. A sud il confine continua lungo lo spartiacque fra il torrente Conca e il fiume Foglia fino al promontorio di Focara e a Gabicce, sconfinando nelle alte Marche. A est c’è il mare Adriatico.

Cesena


Il Comune di Cesena occupa un vasto territorio, dalla parte pedecollinare della Valle del fiume Savio fino al limitare della Costa Adriatica; si estende, pertanto, dalle prime propaggini dell’Appenino Tosco-Romagnolo fino alla pianura ravennate e riminese, nel punto nel quale la Via Emilia si interseca con la statale Umbro-Casentinese, che da Ravenna conduce fin quasi a Roma.
Di origini umbro-etrusche, Cesena conobbe un’epoca di magnificenza al tempo dei Malatesta (1378-1465), che diedero al centro storico il volto odierno e ai cittadini la splendida Biblioteca Malatestiana. Di grande fascino sono pure l’Abbazia benedettina del Monte e la Rocca Malatestiana, mentre il centro storico, sempre vivo con i suoi innumerevoli negozi, si anima ancor più in occasione delle tante iniziative che in ogni stagione si svolgono in città. Infine, da segnalare Villa Silvia-Carducci, sui colli di Lizzano, che ospita “Musicalia”, un museo tutto dedicato alla musica meccanica, unico in Italia.
L’economia, di tradizione agricola ma con grande propensione all’innovazione, e la rinomata gastronomia completano il quadro.

La storia di cesena

Il primo nucleo abitativo di Cesena sorge con ogni probabilità per opera degli “umbro-etruschi” intorno al VI-V sec. a.C., e il “taglio” prodotto dal torrente Cesuola si riverbera nel nome dato al piccolo centro.
Intorno al IV secolo sopraggiungono i Galli, del cui breve dominio rimangono profonde tracce nell’economia e nella lingua.
Tuttavia è solo con l’arrivo dei Romani che il piccolo nucleo assume la forma di villaggio. Del periodo repubblicano rimane oggi ben visibile la colossale opera di centuriazione, presumibilmente tra il 235 e 220 a.C., che suddivide la campagna in un perfetto reticolato ancora oggi visibile.
La storia della città è caratterizzata dai continui mutamenti nel governo della città, vede Cesena oscillare tra libertà comunali e sottomissione alla Chiesa o a signori locali.
Nel 1378 il nuovo Papa Urbano VI assegna la città al Signore di Rimini Galeotto Malatesta che dà inizio alla  Signoria dei Malatesta e a quello che sarà il momento di maggior splendore nella storia cesenate.
Malatesta Novello, appassionato bibliofilo, dona alla città la splendida Biblioteca, ricavata all’interno del convento dei Frati Francescani e compiuta tra 1447 e 1452.
Nel 1775 il cesenate Giovan Angelo Braschi diviene Papa col nome di Pio VI, dando avvio alla triade di Papi cesenati (Pio VII Chiaramonti, 1800-23, e Pio VIII Castiglioni, 1829-30, in realtà marchigiano, ma già Vescovo di Cesena).
Durante il Risorgimento, Cesena conosce i moti libertari (cui partecipa anche un giovane Maurizio Bufalini, medico che poi si coprirà di onori a Firenze) e la costruzione di un nuovo Teatro Comunale (1843-46) successivamente dedicato ad Alessandro Bonci.
Con l’Unità d’Italia per Cesena ha inizio un periodo di lotte politiche interne, è di questo periodo la breve ma luminosissima vita di Renato Serra, morto giovane sul Carso (1915), ma già entrato, con “L’Esame di Coscienza di un Letterato”, nella storia letteraria.
Il dopoguerra assiste alla salita di Cesena a realtà di livello internazionale nel comparto agroalimentare.
Dal 1992 la città contribuisce alla denominazione della Provincia unitamente a Forlì e oggi può vantare una vita culturale fervida ed una qualità della vita invidiabile.

Cosa visitare


Biblioteca

Fondata da Malatesta Novello nel 1452, conserva 340 manoscritti dei secoli IX-XV, in latino, greco ed ebraico ed è l’unico esempio al mondo di Biblioteca umanistica perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria, come ha riconosciuto l’Unesco nel 2005, inserendola nel Registro della Memoria del Mondo.

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Abbazia benedettina del Monte

L’Abbazia di S. Maria del Monte è collocata sul Colle Spaziano, ha una struttura prevalentemente rinascimentale. Tra i numerosi motivi d’interesse, spicca la raccolta di tavolette votive (ex-voto).

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Rocca Malatestiana

Situata sulla sommità del Colle Garampo e circondata dal Parco della Rimembranza, la Fortezza si caratterizza per la sua maestosa mole, per gli spalti panoramici e per i suggestivi camminamenti interni alle cortine. Nella corte è inclusa una cittadella fortificata che comprende la Torre Maestra (Mastio o Maschio), al cui interno ha sede il Museo di Storia dell’Agricoltura.
La Rocca, edificata a partire dal 1380, fa parte di un più ampio sistema di fortificazioni che circonda la città, sistema che ha affascinato anche Leonardo da Vinci quando nell’estate del 1502 soggiorna a Cesena.

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Villa Silvia-Carducci

La villa settecentesca divenne nel 1874 proprietà della contessa Silvia Pasolini Zanelli, che ne fece il salotto buono della cultura romagnola. Villa Silvia-Carducci è oggi sede dell’AMMI (Ammi – Associazione Italiana Musica Meccanica), che sviluppa l’attività di ricerca, studio, divulgazione, salvaguardia e restauro degli strumenti musicali meccanici, con una ricchissima biblioteca. Inoltre, ha sede nei locali della villa il museo “Musicalia”, esposizione permanente di strumenti musicali di straordinario interesse.

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Cosa Mangiare


Piadina romagnola

Detta ‘pida’ in dialetto, è una sorta di disco di pane azzimo. Il più tipico dei prodotti romagnoli, spesso usata al posto del pane nei ristoranti o a casa, si gusta preferibilmente nei caratteristici chioschi, accompagnata alle varie farciture. Il ‘crescione’ ne è un’elaborazione, con ripieno.

Primi Romagnoli

In dialetto romagnolo non esiste il termine “pasta”: i primi piatti di sfoglia fatta in casa della cucina romagnola, in brodo o asciutti che siano, vengono chiamati in genere mnestra (“minestra”). Per specificare: mnestra sòta (asciutta) e mnestra int e’ brod (in brodo).
I primi tipici del territorio sono:
Sfoglie all’uovo: tagliatelle, passatelli asciutti o in brodo, tagliolini, maltagliati con fagioli
Sfoglie senza uovo: strozzapreti, pappardelle in brodo
Paste ripiene: tortelli.
Cappelletti in brodo: Da tradizione la famiglia si ritrova la vigilia di Natale per preparare questo piatto tipico.

Formaggi

Il Formaggio di Fossa è un tipico prodotto ottenuto dalla fermentazione in speciali fosse di stagionatura del formaggio prodotto tra le vallate del Rubicone e del Marecchia. La tradizione, antichissima, vuole che il formaggio sia posto nelle speciali fosse (larghe 2 e profonde 3 metri) per circa 3 mesi l’anno.
Squacquerone, il prodotto tipico del territorio (squaquaron), consumato spesso e volentieri insieme alla piadina romagnola. Si tratta di una variante, insieme con la cassatella, del piu’ storico raviggiolo. La materia prima e’ il latte vaccino intero crudo, che viene fatto cagliare.

I dolci

Bracciatelli (brazadel), è il biscotto col buco. Era il dolce tipico delle cresime, il buco serviva per infilarlo nella mano del bimbo.
Castagnole e le frappe in occasione del carnevale.
Pagnotta pasquale di Sarsina che si gusta la mattina di Pasqua con l’uovo benedetto.
Ciambella romagnola accompagnata da un buon bicchiere di vino dolce.
Fave dei morti, biscotti aromatizzati all’anice.
Zuppa inglese, a base di creme e cioccolato, “bagnati” dall’alchermes.

Ortofrutta

Tipiche colture del territorio sono: pesco, albicocco, susine, fragola di Romagna, kiwi, mele, pere, e ciliegie. Tra gli ortaggi spiccano patata, fagiolino, piselli, lattughe, cicorie, rape, pomodoro, Cardo gigante di Romagna, Carciofo violetto di Romagna, articioc.
L’importanza e la tipicità di produzioni frutticole del territorio è stata riconosciuta dal marchio IGP per la pera, la pesca e la Nettarina di Romagna.

Pesce

I secondi di pesce tipici del territorio sono il buratel (specialità di anguilla infarinati e fritti nello strutto), la sarda fritta, le alici marinate, i calamari ripieni con pangrattato, le poveracce (vongole) alla marinara/strong> e la seppia con i piselli.

Carni

Le saporite e celebri carni romagnole provengono dalla Razza Bovina Romagnola, dalla Mora Romagnola e dal caratteristico maiale dal mantello scuro. Carni portentose, ottime per creare saporiti sughi e per la produzione di numerosi tipi di insaccati.
Tra i secondi di carne tipici del territorio c’è la trippa, il pollo o coniglio alla cacciatora, il castrato, l’ossobuco, le quaglie al forno e le polpette.

Vini

La fascia collinare e pedemontana della Provincia di Forlì-Cesena, grazie alla posizione favorevole tra appennino e pianura, composizione e varietà dei terreni, vanta una gloriosa tradizione vitivinicola.
I vini tipici del territorio sono l’Albana, il Sangiovese, il Pagadébit, il Trebbiano e la Cagnina.

Come arrivare


In treno

La Stazione di Cesena si trova sulla linea ferroviaria che collega Ancona e Bologna. Transitano treni regionali, regionali veloci, intercity e freccia bianca.

In auto

• Dall’autostrada A14 da Bologna e da Ancona. Ci sono due caselli per raggiungere la città: “Cesena” e “Cesena Nord”.
• Dalla superstrada E45 da Roma e da Ravenna. Due uscite per raggiungere facilmente il centro: “Cesena Ovest” e “Cesena Sud”.

In aereo

• Dall’ aeroporto Marconi di Bologna che dista circa 100 km da Cesena. Si raggiunge la città prendendo l’A14 e proseguendo nell’E45.
• Dall’ aeroporto Fellini di Rimini che dista circa 40 km da Cesena. Si può arrivare a Cesena prendendo l’A14 in direzione Bologna o tramite la SS9.

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